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Piombino, Giani non permette il confronto tecnico. Un gruppo di esperti civici scrive allora direttamente in conferenza di servizi

Negata la pubblicazione della memoria tecnica sulla pagina web del commissario. Da oggi è disponibile qui, sul sito dell’associazione Idra

L’irricevibile progetto di rigassificatore Golan Tundra ipotizzato nel porto della città di Piombino, Memoria, 17.10.'22 - Indice

L’irricevibile progetto di rigassificatore Golan Tundra ipotizzato nel porto della città di Piombino, Memoria, 17.10.’22 – Indice

E’ costellata di anomalie istituzionali la strada che – a dispetto del suo ruolo di garante – il commissario per il rigassificatore di Piombino Eugenio Giani, presidente della giunta regionale toscana, dichiara di voler forzare verso una autorizzazione sprovvista di coerenza, credibilità e consenso sociale.

Domani si celebrerà – in un Palazzo senza porte e senza finestre – quella che il presidente-commissario vorrebbe consacrare come seduta conclusiva di un procedimento che lo ha visto esibirsi in dichiarazioni smentite dai fatti, acrobazie procedurali, impegni non rispettati.

Bilancio emblematico dell’impresa: non un solo incontro pubblico coi cittadini della costa o del capoluogo, rimasti vanamente per mesi ad attendere il confronto, la trasparenza, il dibattito pubblico. Una prova di prepotenza e di inattendibilità che mortifica il rapporto di fiducia fra popolazione e istituzioni, e al tempo stesso aggrava, piuttosto che risolvere, i problemi e i ritardi a cui il progetto sponsorizzato dalla giunta pretenderebbe di far fronte.

Alla redazione della memoria tecnica intitolata “L’irricevibile progetto di rigassificatore Golan Tundra ipotizzato nel porto della città di Piombino”, trasmessa lunedì 17 ottobre per posta certificata al commissario e a ciascuno dei 53 invitati alla conferenza di servizi, hanno collaborato studiosi di diverse regioni d’Italia, titolari di competenze scientifiche e di esperienze sul campo in materia di strategie energetiche e rigassificatori:

−         Marco GRONDACCI, giurista ambientale, La Spezia;

−         Samadhi LIPARI, esperto di macroeconomia, ricercatore in economia politica presso l’Università di Manchester;

−         Andrea TURCO, giornalista ambientale;

−         Piero ANDREUCCETTI, ingegnere nucleare ed esperto di rischio di incidenti rilevanti, Pisa;

−         Carlo FRANZOSINI, dottore in biologia, biologo marino presso l’Area Marina Protetta di Miramare, Trieste;

−         Giulia GHISAURA, dottore commercialista e curatore fallimentare, Venturina Terme;

−         Paola MANCUSO, avv., consulente in materia urbanistica e demaniale, ex Segretario generale della Autorità portuale di Piombino, ex Commissario straordinario per la messa in sicurezza delle aree minerarie di Rio Marina.

A inoltrare il documento, l’organizzazione di volontaria Idra, iscritta al Registro Regionale, che sostiene dal primo istante (e sara anche domani accanto ai manifestanti in arrivo a Firenze) la battaglia della cittadinanza della costa e dell’Elba per la legalità, la sicurezza, il lavoro e l’ambiente. Chiaro il messaggio formulato in premessa: “La scrivente Associazione ravvisa nell’intera operazione che il procedimento all’attenzione della Conferenza di servizi mira ad autorizzare alcuni estremi degni di particolare considerazione da parte di coloro che vanno assumendo in proposito precise responsabilità.

“Sussistono – sottolinea Idra – gravi motivi di inaccettabilità del progetto, in quanto i suoi presupposti – e le caratteristiche di necessità e urgenza che vorrebbero giustificarne l’attuazione – si fondano su dati e circostanze contraddette da ciò che la letteratura internazionale ampiamente attesta.

Secondo i firmatari del documento, in particolare, il progetto metterebbe a repentaglio – se anche uno degli scenari meno devastanti avesse a verificarsi – la sicurezza e la sopravvivenza di una comunità di oltre 30.000 abitanti.  D’altronde, “la presunta urgenza dell’intervento è legata a scenari geopolitici in continua evoluzione (come lo stesso proponente ha recentemente chiarito)”.

La disponibilità di GNL sul mercato mondiale, precondizione della scelta di avvalersi di rigassificatori in Italia in luogo del gas da metanodotto, risulta in ogni caso inferiore a quella che giustificherebbe tale scelta, “esponendo pertanto all’insuccesso – e forse a un indotto di danni erariali – la strategia fondata sull’espansione di questa tipologia di fonte”. Nel corso del 2022, poi, a dispetto dell’incremento registrato nei prezzi del gas e dei decrementi di forniture da parte della Federazione Russa, si è registrato un aumento delle esportazioni da parte del nostro Paese, come anche il Ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani ha recentemente ammesso: “ennesima prova dell’insopportabile alone di propaganda, piuttosto che di corretta informazione, che circonda il dibattito pubblico sul tema avallando scelte prive di sostanza come quella del rigassificatore in questione”.

Del tutto abnorme e macroscopica, inoltre, l’incoerenza che la scelta del perdurante e persino aggravato ricorso al fossile (con le conseguenze ambientali deleterie aggiuntive che deriva dai processi di estrazione, liquefazione, trasporto e rigassificazione) rivela a fronte degli obiettivi di transizione ecologica e neutralità climatica fissati dall’Unione Europea”.

Un ulteriore fattore di danno a larga scala deriva dall’architettura contrattuale (e dalle corrispondenti coperture guarentigie pubbliche) che sorregge l’impianto infrastrutturale necessario ai processi di estrazione/liquefazione/trasporto/rigassificazione, che copre un arco temporale di decenni: anche per questa via dunque risulta “evidente l’incompatibilità della scelta in questione con la definizione di mero provvedimento di urgenza”.

Ma, soprattutto, la conferenza dei servizi ha una sua propria vita amministrativa: il suo esito quindi non può fare altro che valorizzare i contributi pervenuti. Le istituzioni che domani sono chiamate a definire questo percorso non possono non prendere atto che l’oggetto della conferenza stessa è stato più volte modificato nel bel mezzo del procedimento: la stessa proponente Snam si è dichiarata costretta infatti a cercare localizzazioni alternative, alla luce dell’accertata impossibilità della soluzione offshore così com’era stata pensata.

Siamo di fronte pertanto al grave paradosso di una soluzione parziale a un problema complesso. Le istituzioni sono obbligate ad una nuova riflessione che parta dalla presa d’atto che non vi sono i presupposti di una procedura in deroga e in danno ai sacrosanti diritti di un territorio. Del resto questa è la conseguenza della superficialità con la quale si è affrontato l’iter, che ha considerato inutili gli approfondimenti e non dovute le garanzie. C’è ancora peraltro il tempo per riappropriarsi di una corretta metodologia a cominciare da una reale comparazione fra opzioni alternative.

 “L’intera impalcatura – conclude il sommario della memoria – che mira a giustificare la scelta strategica dei rigassificatori, e in particolare quella – temeraria – dell’installazione delle Golar Tundra dentro il porto della città di Piombino, si regge dunque su dati erronei, o largamente incompleti, o palesemente incoerenti anche con la conclamata strategia energetica europea e nazionale”. Né sfugge l’evidenza di un ultimo grave fattore di rischio che le cronache inquietanti di queste settimane pongono all’attenzione dell’opinione pubblica. “Gli scenari di probabilità di eventi incidentali anche gravi suscettibili di produrre effetti catastrofici mutano oggi – aumentando drammaticamente – per effetto dell’attacco perpetrato ai gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream  2 nel Mar Baltico. Fino a ieri non si è mai vissuta una guerra del gas: oggi si vive una guerra del gas con attentati alle strutture! Ne consegue che tutto quello che è emblema dell’indipendenza di una nazione dal gas russo – come sarebbero in questo caso la città di Piombino e la sua popolazione – è ineluttabilmente sotto rischio di attacco.

Vorranno i componenti della conferenza di servizi, e in primo luogo il commissario, chiamato a valutare e non necessariamente a autorizzare!, riconoscere le responsabilità che deriverebbero dalla mancata considerazione di argomenti così pregnanti?

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