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RISCHIO IDRAULICO A FIRENZE: L’AUTORITÀ DI BACINO TACE

Idra bussa a oltranza alla sua porta: domani nuova dimostrazione in via de’ Servi 15

Via de' Servi 15, Cartello informativo, 29.9.'25

Via de’ Servi 15, Cartello informativo, 29.9.’25

Mesi e mesi di telefonate e lettere certificate all’Autorità preposta ad assicurare la difesa del suolo, il risanamento idrogeologico, la tutela della risorsa idrica.

Ad agosto, le scuse telefoniche dell’Autorità per i ritardi accumulati, con l’impegno a ricevere finalmente l’associazione di cittadini costituitisi parte civile e ad adiuvandum nei procedimenti attivati per i disastri ambientali ed erariali TAV in Mugello e alle porte di Firenze, a Monte Morello.

Lunedì scorso, in mancanza di conferme, è stata allestita una manifestazione di protesta pubblica davanti alla sua sede, in via de’ Servi 15 a Firenze. Ma ancora oggi l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale non accorda l’incontro richiesto.

Toc toc, volantino, 29.9.'25

Toc toc, volantino, 29.9.’25

Un caso troppo serio, però, quello della fragilità idrogeologica della città patrimonio dell’Umanità, per essere accantonato o sottaciuto. A maggior ragione quando occasione di aggravamento dei rischi sono le cosiddette ‘grandi opere’, come la temeraria stazione sotterranea TAV fra Novoli e il Romito, ubicata senza valutazione di impatto ambientale accanto al critico torrente Mugnone. Ed è stata proprio Gaia Checcucci, segretario dell’Autorità di bacino, a non lesinare prese di posizione pubbliche critiche nei confronti di questa scelta: «Attenzione, la cassa d’espansione del Mugnone mi diventa la stazione Foster» (Il Tirreno, 3 novembre 2024).  Salvo poi non trarne le necessarie urgenti conseguenze, parrebbe. A meno che non siano riposte in qualche cassetto che converrà allora aprire e consultare. Che si stia scavando la più grande fossa di Firenze (450x50x25 m di profondità) in un’area classificata a pericolosità idraulica alta sta scritto, del resto, proprio nelle carte dell’Autorità di bacino e in quelle della Protezione civile del Comune di Firenze!

Firenze ha visto di tutto e di più nella sua storia idraulica.

“Dalla fine del XII secolo al 1966 si sono susseguite sicuramente, a Firenze, ben 42 piene e inondazioni, ci informa il prof. Leonardo Rombai, docente emerito di Geografia storica all’Università di Firenze. “Di portata diversa dal punto di vista dei danni arrecati. In primo luogo, eccezionali i veri e propri diluvi del 1333, del 1557 e ultimo quello tragico del 1966, probabilmente superiore a tutti. Rovinose furono tuttavia anche le piene del 1171, del 1289, de1 1547, del 1589, del 1740, del 1758 e del 1844, che giunsero ad inondare buona parte della città di Firenze”.

Ma dal 1992, quando a esondare sono stati anche i torrenti Mugnone e Terzolle, vige un’allerta supplementare, persino più insidiosa: quella che proviene dal comportamento del reticolo idrico minore. Qui il combinato disposto della crescente impermeabilizzazione del territorio, dell’abbandono della collina e della montagna, del moltiplicarsi di eventi meteorici estremi pone quotidianamente a repentaglio la sicurezza degli ambienti urbani.

Poco è mancato a gennaio e a marzo di quest’anno prima che il Mugnone invadesse nel quartiere delle Cure la sede ferroviaria su cui tranquillamente transitavano gli Italo e le Frecce Rosse!

A cosa servono allora i dotti convegni, seminari e webinar ‘partecipativi’ della Regione Toscana se poi non si adottano misure concrete e urgenti di prevenzione e salvaguardia laddove si presentano le criticità più stringenti? Quanto ancora a lungo potrà il presidente della giunta Eugenio Giani continuare a magnificare in ogni possibile frangente (evitando peraltro accuratamente di segnalare l’acclarato fiasco delle terre di scavo dirottate in impianti di gestione rifiuti…) le virtù e i pregi di un progetto di sottoattraversamento costellato di lacune procedurali, falle progettuali e disinvolte distrazioni?

Ecco perché, se le prime tre ore di presidio sotto la sede dell’Autorità di bacino in via dei Servi 15 lunedì scorso non sono state sufficienti a risvegliare l’auspicata attenzione istituzionale dell’Autorità competente (la stessa che ha lamentato: «su queste grandi opere ci piacerebbe ci fosse la sensibilità di chiedere un parere all’autorità competente»), Idra continua a oltranza domani, giovedì 2 ottobre, dalle 10 alle 13, in via de’ Servi 15, a esercitare il diritto/dovere a manifestare il proprio radicale dissenso civile, restando in confidente attesa dell’incontro tecnico richiesto.

Gutta cavat lapidem…

 

Via de' Servi 15, Targa, 29.9.'25

Via de’ Servi 15, Targa, 29.9.’25

Via de' Servi 15, Nella buca della posta, 29.9.'25

Via de’ Servi 15, Nella buca della posta, 29.9.’25



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