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	<title>Idra &#187; Esposto Idra Nodo TAV Firenze</title>
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		<title>IDRA DI NUOVO IN PROCURA: ESPOSTO SUL NODO TAV DI FIRENZE</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 13:13:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giudiziario]]></category>
		<category><![CDATA[Nodo di Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[TAV]]></category>
		<category><![CDATA[Esposto Idra Nodo TAV Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[Idra in Procura della Repubblica TAV]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Idra, portando ragionevole rispetto per le forze della natura e per i limiti dell’uomo, osserva che la Regione Toscana che ora mette sotto accusa le Ferrovie dello Stato è quella stessa che si è fatta da sempre sostenitrice e co-promotrice del modello TAV, che anche quest’anno – bissando il flop dello scorso inverno – si<a class="moretag" href="http://www.idraonlus.it/2010/12/21/idra-di-nuovo-in-procura-esposto-sul-nodo-tav-di-firenze/"> Leggi tutto...</a></p><p>The post <a href="http://www.idraonlus.it/2010/12/21/idra-di-nuovo-in-procura-esposto-sul-nodo-tav-di-firenze/">IDRA DI NUOVO IN PROCURA: ESPOSTO SUL NODO TAV DI FIRENZE</a> appeared first on <a href="http://www.idraonlus.it">Idra</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><i>Idra</i></em>, portando ragionevole rispetto per le forze della natura e per i limiti dell’uomo, osserva che la Regione Toscana che ora mette sotto accusa le Ferrovie dello Stato è quella stessa che si è fatta da sempre sostenitrice e co-promotrice del modello TAV, che anche quest’anno – bissando <a href="http://www.idraonlus.it/vecchiosito/4-1-&#039;10.htm">il flop dello scorso inverno</a> – si è rivelato totalmente inadeguato alle concrete esigenze del trasporto.</p>
<p><strong>La filosofia della TAV</strong>, ormai è chiaro, è stata e rimane quella di <strong>far investire capitali pubblici spropositati in una struttura inadatta al contesto reale in cui è stata inserita</strong>. Predisporre velocità  di punta eccezionali (eppure non poche volte i <em>Frecciarossa</em> diventano <em>Frecciarotta</em>) in un Paese policentrico, dove l’80% dei viaggi si fa su distanze non superiori a 100 km non risponde ad alcun criterio di ragionevolezza. Assai più sensato e utile sarebbe invece investire opportunamente sul miglioramento della capacità di trasporto dell’intera rete, a partire dal possibile, più razionale e più economico potenziamento di quella già esistente (ad esempio, lo proponeva il <a href="http://www.idraonlus.it/vecchiosito/altern.htm">progetto Beltramba</a> di potenziamento della Direttissima Prato-Bologna), sulla puntualità del servizio, sull’adeguamento della struttura che permetta di affrontare le situazioni di esercizio concrete (avviene normalmente in altri Paesi a rischio neve), come quelle di cui siamo stati testimoni e vittime pochi giorni fa, che l’evidenza mostra ripetersi da un anno all’altro, e che da un anno all’altro restano irrisolte. Situazioni di esercizio che mettono <strong>in crisi tanto il trasporto cosiddetto veloce quanto il trasporto regionale, cenerentola sempre più umiliata del nostro Sistema</strong>.</p>
<p>Di fronte a questa palmare evidenza che la neve rende soltanto più drammatica, <strong>la Regione Toscana accusa di “spudoratezza” Ferrovie, ma non sembra voler prendere atto delle proprie <a href="http://www.idraonlus.it/vecchiosito/27-2-&#039;09.htm">responsabilità storiche</a></strong>, che continuano a saldarsi con la strategia fallimentare di Ferrovie: che senso ha in questo contesto erigersi a tutela dei <a href="http://www.idraonlus.it/vecchiosito/7-12-&#039;09.htm">pendolari</a> che proprio del “modello TAV”, finanziariamente e trasportisticamente fallimentare, soffrono quotidianamente le peggiori conseguenze, anche col sole splendente?</p>
<p><strong><em>“Fallimento di sistema”</em></strong>: così il presidente della Giunta regionale Enrico Rossi ha definito, onestamente, il modo in cui si è affrontata in Toscana la nevicata di venerdì 17.</p>
<p><em><i>Idra</i></em> ritiene però che <strong>“fallimento di sistema” </strong>sia <strong>anche – e con conseguenze ben più gravi e durature per tutti e per la stessa credibilità delle istituzioni pubbliche &#8211; l’incauto avallo del sottoattraversamento TAV nel nodo ferroviario fiorentino</strong> che la Regione Toscana, dopo la forzatura del Mugello, sta promuovendo attraverso la nuova Giunta. <strong>Un’emergenza, quella che attende la città Patrimonio dell’Umanità, pure questa ampiamente preannunciata. Come la neve. E come <a href="http://www.idraonlus.it/vecchiosito/Requisitoria.htm">il disastro a danno delle risorse territoriali del Mugello</a> e di <a href="http://www.idraonlus.it/vecchiosito/15-7-&#039;08.htm">quelle economiche dell’erario</a></strong>, che si è cinicamente consumato nonostante tutti i ripetuti e documentati preallarmi: gli atti e la sentenza del procedimento penale celebratosi presso il Tribunale di Firenze ne danno ampiamente conto, e gli stessi amministratori centrali e regionali sono stati <a href="http://www.idraonlus.it/vecchiosito/4-3-&#039;10.htm">invitati a dedurre in merito dalla Corte dei conti</a>. La storia si ripete senza aver insegnato nulla alla classe politica di questa Regione e di questo Paese?</p>
<p><em><i>Idra</i></em> ha informato, caso mai qualcuno nel Palazzo della Regione non se ne fosse accorto, che non solo lo scempio del <a href="http://www.idraonlus.it/vecchiosito/27-6-&#039;08.htm">Mugello</a> e quello di <a href="http://www.idraonlus.it/vecchiosito/10-11-&#039;10.htm">Bologna</a>, ma <strong>anche l’incipiente scempio di Firenze si consuma in assenza di informazione e partecipazione, e persino della foglia di fico di un <a href="http://www.idraonlus.it/vecchiosito/30-10-&#039;10.htm">Osservatorio ambientale</a> comunque debole, privo di adeguato rapporto con la cittadinanza, composto di controllori-controllati</strong>. Ultimamente è diventata palese l’<strong>arroganza procedimentale</strong> che sembra aver ispirato la scelta (non motivata con alcuno studio o istruttoria) di non sottoporre ad alcuna pubblicità né Valutazione di Impatto Ambientale l’Opera del Secolo, la scintillante mega-Stazione subacquea Foster per l’Alta Velocità.</p>
<p>Dopo aver messo queste carte, e la documentazione dello scandaloso caso TAV a Bologna, anche a disposizione del sindaco di Firenze e del Consiglio comunale, in assenza di reazioni da Palazzo Panciatichi come da Palazzo Vecchio, <strong><em><i>Idra</i></em></strong><strong> ha depositato venerdì scorso una memoria e una copiosa messe di allegati in Procura</strong>: <em>“</em><strong><em>L’approvazione del progetto di Stazione AV </em></strong>- scrive l’associazione fiorentina ai magistrati -<strong><em> è viziata da una importante lacuna procedurale</em></strong><em>, che potrebbe compromettere la fattibilità della cantierizzazione, la sicurezza della porzione di città interessata, la dimensione della spesa pubblica (già ingente) prevista, la stessa vantata efficacia dell’opera sul piano infrastrutturale e trasportistico”</em>. E aggiunge: <em>“Per tutti questi motivi &#8211; e a maggior ragione <strong>tenuto conto della delicatezza estrema del tessuto storico, artistico e architettonico della città di Firenze, <a href="http://www.idraonlus.it/vecchiosito/28-1-&#039;08.htm">patrimonio mondiale dell’UNESCO</a></strong>, e della particolare vulnerabilità cui questo patrimonio viene esposto, assieme a tutti gli altri noti valori ambientali del capoluogo toscano, per effetto in primis delle variazioni di stato della falda freatica, attraversata ortogonalmente dai cavi delle gallerie sotterranee (ciascuno dei quali &#8211; dal diametro interno di 8,30 m &#8211; si sviluppa per 6,44 km di lunghezza, fino a 34 m di profondità), e dai doppi e profondi diaframmi chiamati a proteggere gli imbocchi est (Campo di Marte) e ovest (Rifredi), e la Stazione sotterranea (Macelli &#8211; Via Circondaria), in un contesto idrogeologico fragilissimo, recentemente colpito dalle esondazioni del fiume Arno, nel 1966, e dei torrenti Terzolle e Mugnone, nel 1992 (proprio nell’area di esondazione di entrambi giace peraltro la stazione AV progettata) – <strong>si chiede che la Procura di Firenze accerti se, in assenza del sistema di garanzie approntato con l’istituzione dell’Osservatorio Ambientale, sussistono estremi di reato, e chi ne sono gli eventuali responsabili”</strong></em><strong>.</strong></p>
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