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totale n. 2 pagine

Firenze, 13.3.2000

Dott.ssa Cristina ACIDINI

Ispettore Centrale del Ministero per i Beni Culturali

Soprintendente dell'Opificio delle Pietre dure

fax 055.23.88.699

 

LETTERA APERTA

 

Gentile dott.ssa Acidini,

 

ci risulta che nell'autunno del '94 Ella firmò, insieme a una folta schiera di intellettuali fiorentini, nazionali e internazionali, un appello sui progetti di Alta Velocità ferroviaria indirizzato, fra gli altri, al Comune di Firenze, alla Regione Toscana e ai Ministri dell'Ambiente e dei Trasporti.

Nell'appello si ricordava, a proposito del progetto TAV, che "l'elevato sforzo finanziario () permetterebbe un risparmio di 3-4 minuti nell'attraversamento della città di Firenze, e di altri 14 minuti nel tragitto fra Firenze e Bologna. (). Nessuna garanzia, nel progetto, circa l'effettiva capacità di spostamento sostanziale del traffico merci dal trasporto su gomma a quello su rotaia: i convogli merci potranno circolare sulla linea AV Firenze-Bologna solo in fasce orarie riservate. Nessuna possibilità di utilizzazione della linea veloce Firenze-Bologna da parte di convogli regionali, come succede invece sulla direttissima Roma-Firenze, là dove essa interseca il tracciato ferroviario tradizionale: il ramo ad alta velocità Firenze-Bologna è stato infatti disegnato completamente separato dalla linea Firenze-Prato-Bologna".

Si tratta di condizioni progettuali, ahinoi!, purtroppo ancora terribilmente attuali.

In quell'appello dell'autunno 1994 si leggeva altresì:

"Convinti della necessità che si persegua coerentemente l'esigenza di potenziamento ed efficienza del servizio di trasporto pubblico su rotaia, e che si creino le condizioni che permettano di spostare quote consistenti di passeggeri e merci dal trasporto su gomma a quello su rotaia, abbiamo ritenuto di dover levare anche la nostra voce affinché, come richiesto dal Coordinamento del Comitati e delle Associazioni contro i progetti di alta velocità di Firenze, Terzolle, Mugnone e Mugello:

Anche queste istanze risultano insoddisfatte.

Eppure oggi Le vengono attribuite, dott.ssa Acidini, nel pieghevole "Speciale Linea Veloce - Firenze" (supplemento a "Tav Lettera", periodico di informazione sulle linee ferroviarie veloci, febbraio 2000), sotto una Sua foto a colori accompagnata dalla dicitura "Ispettore centrale del Ministero per i Beni Culturali", e sotto un titolo "D'accordo: avanti tutta", le seguenti dichiarazioni:

"Come cittadino ritengo che quella delle Linee Veloci sia una opportunità formidabile per Firenze, una opportunità da sfruttare al massimo e a cui non ci si deve assolutamente opporre per ragioni di bottega. Purtroppo a Firenze spesso una buona idea perde per la strada le penne maestre, viene ostacolata con tanti piccoli intralci che causano lo snaturamento dei progetti migliori. Mi auguro che non accada in questo caso. La scala di questo progetto è talmente eccezionale per Firenze che non ci si può permettere di sprecarlo, sminuirlo, alterarlo".

Sembrano posizioni diametralmente opposte rispetto alle valutazioni e alle richieste espresse cinque anni fa.

Le chiediamo: come hanno fatto, quegli stessi argomenti, a diventare adesso "ragioni di bottega"? Sulla base di quali considerazioni gli attuali progetti della TAV meriterebbero aggettivazioni così entusiastiche ("opportunità formidabile da sfruttare al massimo", "i progetti migliori", "scala eccezionale")?

Ci pare che - piuttosto - il progetto di sottoattraversamento TAV di Firenze da Campo di Marte a Castello comporti rischi anche più consistenti, per i monumenti e le altre testimonianze della cultura, rispetto al progetto di cui ancora si discuteva nel novembre del 1994, chiamato "Master Plan". Il Soprintendente per i Beni Ambientali e Architettonici, arch. Mario Lolli Ghetti, ci informa infatti che fra gli edifici e i complessi di interesse storico architettonico esposti a rischio per l'interferenza dei progetti Alta Velocità ferroviaria TAV figurano:

Senza contare gli effetti di ampio raggio che potrà produrre in superficie l'intercettazione pressoché ortogonale della falda lungo i numerosi chilometri di sottoattraversamento da parte del tunnel.

 

In attesa di un cortese riscontro, porgiamo i nostri rispettosi saluti.

 

Il presidente

Girolamo Dell'Olio

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