Associazione di volontariato Idra

iscritta al Registro Regionale del Volontariato della Toscana

per la promozione e la tutela del patrimonio ambientale e culturale

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Firenze, 6.7.'99

AGLI ORGANI DI INFORMAZIONE

 

Alta Velocità nel Mugello e sull'Appennino:

un attentato all'ambiente, alla sicurezza del territorio, alla dignità dei lavoratori, alla salute dei cittadini.

Tutte le magistrature (penale, amministrativa, contabile) ricostruiscano le responsabilità!

 

 

 

E' in corso nel Mugello un attentato grave e continuato all'ambiente, alla sicurezza del territorio, alla dignità dei lavoratori e alla salute dei cittadini. I recenti e massicci impatti con la falda stanno provocando l'emorragia spaventosa di centinaia di migliaia di ettolitri di preziosa acqua nel giro di pochi giorni nei cantieri di San Giorgio, di Rovigo e di Osteto (in quest'ultima galleria, al ritmo di almeno 70 litri al secondo, si tratta di 160.000 metri cubi fuoriusciti in 25 giorni: e non può non preoccupare il fatto che la portata dell'acqua non accenni ancora a diminuire). La montagna e i suoi abitanti sono testimoni muti di un'aggressione ambientale senza precedenti, che minaccia di sovvertire gli equilibri idrogeologici di grandi aree del Mugello e dell'Alto Mugello, provocando danni di lunga durata anche in regioni lontane. Il delicato ecosistema appenninico rischia di ricevere dall'accoppiata Alta Velocità - Variante di Valico un colpo mortale.

Noi chiediamo che la magistratura, anzi le magistrature (penale, amministrativa, contabile), indaghino su tutti i livelli di responsabilità verificabili. Questo devastante mega-progetto che oggi viene ufficialmente sospeso - ma sarebbe interessante verificare quanto lo sia nei fatti - appare con ogni evidenza frutto della irresponsabilità tecnica di un gruppo di progettisti, della irresponsabilità politica del Governo, della Regione Toscana e degli Enti locali che lo hanno forzato o avallato, della responsabilità amministrativa degli organismi di controllo e di vigilanza che non adempiono ai propri compiti o vengono messi in condizione di non funzionare.

I cittadini organizzati in comitati e in associazioni hanno segnalato per tempo e in modo formale, già da prima che le ruspe si mettessero in azione, i gravi pericoli ambientali che l'opera avrebbe prodotto. Lo hanno fatto con manifestazioni, petizioni, istanze, memorie, lettere raccomandate a tutti gli organi istituzionali, compresa la magistratura. I cittadini hanno fatto inutilmente ricorso al TAR del Lazio, hanno prodotto osservazioni regolarmente registrate, hanno scritto lettere raccomandate a Ministri e Ministeri, Sindaci e Assessori. Ma i cantieri hanno continuato a malfunzionare e a seminare dissesto, inquinamento e profondo disagio sociale per oltre tre anni. Oggi i cittadini chiedono di sospendere in maniera controllata i lavori e risalire alle responsabilità in tutte le fasi del progetto TAV: dalla progettazione all'approvazione all'esecuzione all'esercizio dei controlli sui cantieri.

Esiste un tunnel parallelo di soccorso accanto a una galleria che, con pochissimi e previssimi intervalli, si sviluppa per 60 km?? Quali pendenze hanno le pretese "finestre di soccorso"? Come si scava oggi nei cantieri? Con quali margini di sicurezza per i lavoratori? Chi sta conducendo la verifica sull'idoneità dei progetti e degli studi idrogeologici? Chi sta realizzando i nuovi sondaggi e carotaggi? E' presente a queste operazioni l'organismo di controllo pubblico (ARPAT)? I sindaci stanno emettendo ordinanze di blocco dei cantieri? Di quanto personale addetto alla vigilanza e al controllo dispone l'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana? Esiste un minimo di task force dedicata all'Alta velocità, piuttosto che stornata dall'ordinaria amministrazione?

E ancora: a quanto ammontano i risarcimenti che CAVET ha chiesto e ottenuto a fronte dei ritardi che l'opera sta accusando per effetto dei continui accidenti e incidenti? Ci piacerebbe saperlo. Risulta infatti che questo doveva essere un progetto "chiavi in mano", nel quale i privati si sarebbero dovuti accollare tutti gli oneri delle cattive progettazioni, e pagare le penali per i ritardi nella consegna? Doveva trattarsi dell'applicazione di un modello "anglosassone" di project financing: una grande opera pubblica fatta con le risorse dei privati!

Colpisce l'arroganza con cui ministri, sindaci, assessori e funzionari di pubblici uffici rifiutano ogni rapporto con la cittadinanza, evitando accuratamente di rispondere, di incontrarsi, di ricevere la documentazione che prova in modo oggettivo il sistema di illegalità che circonda l'esecuzione di quest'opera. Nonostante i protocolli d'intesa per l'informazione firmati con Idra, nonostante la legge sulla trasparenza e i decreti che sanciscono il diritto all'informazione ambientale, gli ultimi documenti sulla vigilanza nei cantieri trasmessi dall'ARPAT risalgono al primo semestre del '98. Gli ultimi dati sugli infortuni e gli incidenti sul lavoro trasmessi dall'ASL riguardano il primo quadrimestre del '98.

Singolari commistioni di ruoli caratterizzano gli organismi incaricati di seguire l'andamento dei lavori. L'Osservatorio Ambientale è composto di membri delle Regioni Toscana e Emilia Romagna, dei Ministeri dell'Ambiente e dei Trasporti, ma anche di TAV e FS, i proponenti dell'opera. E il responsabile per la Regione Toscana nell'Osservatorio è anche il dirigente dell'Area Infrastrutture, ha fatto parte del gruppo di lavoro che ha espresso la valutazione del progetto Alta Velocità fra Vaglia e Bologna, e ha firmato la Deliberazione (Deliberazione N. 03884 del 24/07/1995) con cui il progetto è stato approvato dalla Regione. Non sarà un po' imbarazzante per lui dover controllare il proprio stesso operato? Quali garanzie può offrire?

La risposta, purtroppo, la forniscono i fatti.

Colpisce nella generale illegalità che circonda la vicenda Alta Velocità, la solitudine in cui sono tenuti i lavoratori dei cantieri, costretti a subire in silenzio ritmi stressanti, condizioni di lavoro improbe, danni quotidiani alla salute e mancanza di sicurezza. Una condizione di profondo disagio ed emarginazione anche sociale, a cui gli organismi tradizionali di tutela appaiono del tutto insensibili. Un salto indietro di 50 anni e più, sotto ogni profilo. Altro che Europa! Altro che diritti!

L'ombra che tutte queste vicende, per il metodo e per i contenuti, proiettano sulla cantierizzazione TAV di Sesto Fiorentino e di Firenze è cupa. Non aiuta certo a rasserenare gli animi la scelta del neo-sindaco Leonardo Domenici (al quale Idra ha chiesto il 23 giugno scorso un primo incontro per discutere la materia e fornire tutta la documentazione del caso) di "premiare" con l'assegnazione dell'assessorato all'Urbanistica del Comune di Firenze il rappresentante della Regione Toscana nell'Osservatorio Ambientale, i frutti del cui lavoro sono sotto gli occhi di tutti.

E' uscito in questi giorni il numero 5-6 del notiziario di Idra, l'associazione di volontariato che mette a disposizione dei cittadini della Provincia di Firenze un servizio di aiuto per contrastare le emergenze ambientali, e che ha recentemente aperto un sito informativo Internet, www.dadacasa.com/idra. Alcune prime fotografie dei danni ambientali in Mugello sono visibili anche sul sito www.bellosguardoi.it. Tutti coloro che intendono collaborare a documentare lo scempio possono segnalare e inviare i propri materiali ai telefoni, fax e indirizzi di Idra.

Nella galleria di Osteto, a Firenzuola, è in corso nei cantieri dell'Alta Velocità ferroviaria una fuoriuscita di acqua di 70 litri al secondo, iniziata l'8 giugno e che da allora prosegue senza diminuzioni di portata. A oggi si può calcolare che siano fuoriusciti dalla galleria 160.000 metri d'acqua. A due passi dalla Badia di Moscheta!

Ecco cosa ha dichiarato oggi al riguardo, nella conferenza stampa alle Giubbe Rosse di Firenze, il prof. Floriano Villa, geologo, membro del Consiglio Nazionale di Italia Nostra, già presidente nazionale della stessa Associazione.

 

Proviamo a fare un piccolo calcolo prendendo come riferimento 100 litri al secondo: sono circa 8000 metri cubi al giorno. Possono servire una popolazione di 32.000 abitanti. Un costo economico notevolissimo. A Sesto Fiorentino secondo le previsioni l'emungimento dal tunnel sotto Monte Morello sarà addirittura di addirittura di 200 litri al secondo, quando sarà fatta la galleria che taglierà queste vene acquifere. Quindi passiamo a 64.000 abitanti non più serviti da acqua pura, risorsa che viene sprecata. Ed è appena uscita una legge recentissima sulla tutela delle risorse idriche che viene completamente vanificata da questo tipo di eventi. Una legge che prevede che vi sia una tutela severissima su tutte le acque sotterranee in modo che siano assoutamente tutelati i consumi idropotabili.

Poi va considerato che questo quantitativo enorme viene fuori dal sottosuolo. Che impatto dà sul sottosuolo? Il sottosuolo la natura l'ha costruito attraverso migliaia di anni di un equilibrio idrogeologico che viene completamente turbato da una situazione di questo genere, con asportazione in certe zone anche di acqua con sabbia: tutta la parte fine dei sedimenti che stanno nel sottosuolo vengono portati via. Ma una modifica nel sottosuolo ha degli aspetti, non voglio fare il catastrofista, molto pericolosi, per esempio anche da punto di vista sismico. Io come geologo sono convinto che tante volte i fenomeni sismici potrebbero esser collegati a fortissimi emungimenti dal sottosuolo, dove esistono fratture, zone instabili, zone che sono in equilibrio. Teniamo conto che Sesto Fiorentino è una zona sismica. Allora che cosa succede se noi turbiamo il sottosuolo in un'area delicata, che ha avuto molte scosse? Non si tiene conto di questo.

Tutte queste cose da noi sono state chiaramente dette. Abbiamo detto che tutta l'area è fratturata, che ci sono un mucchio di faglie, fratture in cui circola l'acqua, che sicuramente il tracciato avrebbe trovato grosse quantità di acqua che non si prevedevano, che avrebbero messo in crisi i lavori.

Abbiamo detto che questa previsione di sconvolgimento del sottosuolo era completamente prevedibile. E uno deve prevedere in anticipo quello che può succedere. Non deve in corso d'opera prender atto di quello che succede e dire "Ah, ma adesso metteremo a posto tutto". Io penso che sia impossibile mettere a posto una cosa che sconvolge con queste emissioni di acqua che fanno parte proprio della struttura del terreno.

Un dato importantissimo è il fatto che l'acqua esce in quantitativi di 70-80 litri al secondo da 20-25 giorni. Questo vuol dire che continua a esser svuotato un serbatoio interno che non può non produrre effetti devastato su quello che è tutta la circolazione (sorgenti, alimentazioni idriche, falde di valle, ecc): è qualcosa di veramente sconcertante da un punto di vista idrogeologico, perché non può capitare una cosa così, è un delitto ambientale, non c'è dubbio!

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