Associazione di volontariato Idra

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COMUNICATO STAMPA Firenze, 2.7.’02

Mugello:

è di nuovo emergenza idrogeologica?

Una copiosa emorragia idrica nel cantiere Alta velocità di Marzano, a Borgo San Lorenzo. La stessa galleria che ha messo a secco nel marzo del 2000 i paesi di Luco e di Grezzano. La stessa galleria che a giugno del 2001 ha causato un’intercettazione record, che fece avviare alla Procura della Repubblica di Firenze uno dei filoni della mega-inchiesta sui lavori TAV.

Marzo 2000: i lavori TAV nella galleria di Marzano, a Borgo San Lorenzo, intercettano le sorgenti di Case d’Erci e mettono a secco i paesi di Luco e di Grezzano: niente più acqua di sorgente dai rubinetti, e per sempre.

Giugno 2001: intercettazione record nella "galleria maledetta" di Marzano: 100 litri al secondo. Se ne vanno più di 8 milioni di litri di ottima acqua di falda al giorno. Una nuova sorgente, Frassineta, è arrivata a portata pressoché zero.

Lunedì 1 luglio 2002: l’associazione Idra apprende che una nuova copiosa emorragia idrica è in atto sul fronte nord di scavo (lato Bologna) della galleria TAV di Marzano, e ne informa immediatamente l’ARPAT, alla quale chiede di documentare le attività di campionamento e di sopralluogo svolte nella galleria di Marzano. Questa volta sono a rischio le delicatissime sorgenti alte del Fosso di Rampolli, nel Comune di Borgo San Lorenzo (Firenze).

Lo aveva denunciato in occasione del recente incontro con l’assessore regionale all’Ambiente Tommaso Franci sul Piano regionale di sviluppo: "Più che di sviluppo - aveva osservato Girolamo Dell’Olio, portavoce di Idra - sembra essere in atto un piano di dissanguamento sistematico delle risorse idriche dell’Appennino fra Firenze e Bologna. Un piano che sembrerebbe procedere con spettacolare puntualità e scientifica determinazione".

Mentre la macchina da guerra dell’Alta velocità continua a intaccare pozzi, sorgenti, torrenti e fiumi, languono gli organismi di controllo. Dall’assessore Franci e dal sindaco di Borgo S. Lorenzo Antonio Margheri Idra ha appreso che da un paio di mesi l’Osservatorio Ambientale Nazionale non si riunisce più. Giova ricordare che il presidente dell’Osservatorio Ambientale, ing. Bruno Agricola, risulta essere anche responsabile di una Direzione generale del Ministero dell’Ambiente e, dopo le dimissioni di Maria Rosa Vittadini, persino direttore del Servizio VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) del Ministero. Ma non è il solo caso di pluri-incarichi in materie così delicate.

L’Osservatorio Ambientale Nazionale per il nodo TAV di Firenze, ad esempio, è presieduto dal responsabile della Direzione Urbanistica del Comune di Firenze, arch. Gaetano Di Benedetto. Mentre il rappresentante della Regione Toscana nell’Osservatorio è l’arch. Moreno Mugelli, che ha firmato il documento di VIA della Regione Toscana sul progetto di sottoattraversamento della città, e che ancora oggi presiede il nucleo VIA della Regione.

Da mesi Idra attende inutilmente risposte puntuali alle richieste di incontro e di chiarimento, o alle proposte organizzative, inoltrate ai due Osservatòri Nazionali.

Nell’ultima lettera all’ing. Agricola, il 18 marzo scorso, Idra scriveva testualmente:

"La nostra attesa dell’incontro promessoci sui temi delle cantierizzazioni TAV per la tratta Bologna-Firenze e per la Variante Firenze-Castello è andata sin qui delusa. Le abbiamo inoltre inviato in data 14.2.’02 un’argomentata richiesta di visita e intervento di salvaguardia delle Tombe monumentali etrusche della Mula e della Montagnola, a Quinto Fiorentino, interessate dall’interferenza della cantierizzazione TAV. Non abbiamo ricevuto notizia di Suoi interventi al riguardo. (…)

Prendiamo atto di quanto cortesemente spiegatoci da parte Sua nel corso della conversazione telefonica del 13.2.’02, quando Ella ci fece presenti le condizioni di scarsa efficienza in cui ha trovato l’Osservatorio Ambientale nazionale e le difficoltà organizzative che derivano da ciò e - verosimilmente – dalla circostanza di dover mantenere il delicato e gravoso incarico legato alla Direzione Generale di cui Ella è responsabile.

Ella ci ha chiesto di interpretare al meglio il principio di sussidiarietà predisponendo a Suo beneficio una bozza degli interventi richiesti. Ci auguriamo quindi di venire utilmente incontro a quanto richiestoci unendo alla presente una proposta di minuta della lettera di convocazione della quale gradiremmo essere destinatari, insieme agli altri soggetti menzionati, per un primo proficuo appuntamento di lavoro e di confronto sui gravi temi ambientali delle cantierizzazioni in oggetto, nonché sulle modalità di rapporto fra Osservatorio Ambientale nazionale, Osservatorio Ambientale Locale, istituzioni pubbliche e cittadinanza. Proponiamo che questo primo appuntamento abbia per tema lo specifico della Variante Firenze Castello, sin qui poco seguito dall’Osservatorio Ambientale nazionale.

Gradiremmo poi poter fissare per una successiva data per quanto possibile ravvicinata anche il necessario appuntamento di approfondimento per la restante tratta Bologna-Firenze".

Nessuna risposta.

Non è andata meglio col presidente dell’Osservatorio Ambientale per il nodo TAV di Firenze, arch. Di Benedetto. Durante un incontro il 21 febbraio scorso Idra ha dovuto constatare la quantità assai scarsa di informazioni e documentazione di cui l’arch. Di Benedetto disponeva sul conto del progetto di sottoattraversamento TAV di Firenze (l’arch. Di Benedetto ignorava persino l’esistenza della relazione istruttoria del Gruppo di lavoro istituito con Ordinanza dal Sindaco a dicembre del ’98, in preparazione della chiusura della Conferenza di Servizi). Il presidente dell’Osservatorio, impossibilitato a rispondere ai numerosi quesiti posti da Idra, chiese il 21 febbraio di formalizzarli per iscritto. Cosa che Idra ha fatto 12 marzo 2002, unendo alla missiva una copia del testo delle "Osservazioni al Progetto di penetrazione urbana della Linea ferroviaria A.V. di Firenze, Stazione A.V. e interventi connessi", trasmesse dall’associazione in data 18.7.’98 al Ministero dell’Ambiente, al Ministero dei Beni culturali e ambientali e alla Regione Toscana. Nelle lettera all’arch. Di Benedetto Idra chiedeva anche di poter essere informata sulla data della successiva riunione dell’Osservatorio, alla quale chiedeva di poter portare un primo contributo informativo e consultivo alle attività istituzionali dell’Osservatorio stesso.

Nessuna risposta.

Per quanto è dato sapere, del resto, non sarebbe stata neppure ancora perfezionata la convenzione dell’Osservatorio sul Nodo con l’ARPAT, necessaria a formalizzare l’utilizzo del supporto tecnico dell’Agenzia regionale per l’Ambiente nelle attività di controllo e di monitoraggio dei numerosi cantieri già aperti per la TAV a Firenze.

Ma anche il presidente ‘no-global’ della Regione Toscana Claudio Martini, che incontrò Idra il 12 dicembre 2001, chiese di scrivergli una memoria al riguardo. Idra vi provvide il 20 dicembre: "Le trasmettiamo un elenco dei quesiti che Le abbiamo posto a voce (e altri che data la ristrettezza dei tempi non abbiamo potuto formularLe), rispetto ai quali Ella si era detto disponibile a svolgere gli opportuni approfondimenti e a fornire risposta, anche scritta, nella misura del possibile. Le trasmettiamo inoltre separatamente, attraverso due contemporanee e-mail, una prima tranche della documentazione sulla base della quale possono essere meglio compresi e contestualizzati gli oggetti delle nostre richieste".

Nessuna risposta, né alcuna nuova proposta di incontro.

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