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	<title>Idra &#187; processo TAV Mugello</title>
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		<title>Corte di Cassazione, si riapre il 30 gennaio a Firenze il processo TAV</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jan 2014 14:38:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>idrafirenze</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giudiziario]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[TAV]]></category>
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		<category><![CDATA[Corte d’Appello Firenze nuovo processo TAV]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Sentenza della Corte di Cassazione, si riapre a Firenze il processo sui danni della TAV in Mugello: il 30 gennaio la prima udienza in Corte d’Appello. Da Idra, parte civile, inevitabile una riflessione sul progetto TAV in cantiere nella città patrimonio dell’Umanità: conviene correre un rischio di “avvelenamento legalizzato”? ************************************************************************************************ In attuazione della sentenza della Cassazione<a class="moretag" href="http://www.idraonlus.it/2014/01/20/corte-cassazione-si-riapre-il-30-gennaio-firenze-il-processo-tav/"> Leggi tutto...</a></p><p>The post <a href="http://www.idraonlus.it/2014/01/20/corte-cassazione-si-riapre-il-30-gennaio-firenze-il-processo-tav/">Corte di Cassazione, si riapre il 30 gennaio a Firenze il processo TAV</a> appeared first on <a href="http://www.idraonlus.it">Idra</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b>Sentenza della Corte di Cassazione, si riapre a Firenze il processo sui danni della TAV in Mugello: il 30 gennaio la prima udienza in Corte d’Appello.</b></p>
<p><b>Da <i><i>Idra</i></i>, parte civile, inevitabile una riflessione sul progetto TAV in cantiere nella città patrimonio dell’Umanità: conviene correre un rischio di “avvelenamento legalizzato”?</b></p>
<p>************************************************************************************************</p>
<p>In attuazione della sentenza della Cassazione del marzo scorso, che aveva parzialmente corretto le deliberazioni del precedente secondo grado di giudizio, <b>prende finalmente l’avvio in Corte d’Appello, il 30 gennaio prossimo a Firenze, il nuovo processo sui danni TAV in Mugello e a Sesto Fiorentino.</b></p>
<p>Nella precedente sessione di appello erano rimaste confermate le assoluzioni per una tipologia di<b> danni causati dalla TAV alle falde acquifere, alle sorgenti, ai pozzi, ai torrenti, e di riflesso all’agricoltura e alla zootecnia. Involontari. E dunque non punibili.</b> Mentre, <b>sotto un altro profilo di d</b><b>anno</b>, come sostenuto da <i><i>Idra</i></i>, parte civile, vi era stato <b>un riconoscimento di responsabilità, seppure di natura civilistica.</b></p>
<p>Mette conto segnalare inoltre che, proprio per i danni alla falda acquifera dell’Appennino, il procedimento attivato su proposta dei pm presso <b>la Corte dei Conti ha riconosciuto a maggio 2012 il “danno erariale”, anche se poi gli imputati (fra i quali uomini politici tuttora in auge, come Vannino Chiti e Claudio Martini) hanno beneficiato della prescrizione.</b><b><i></i></b><i>“Nello specifico, dall’esame degli atti e dalle risultanze dibattimentali, è emerso, in modo inequivocabile, che il comportamento, da cui è derivato il danno erariale contestato dalla procura (correttamente definito patrimoniale in quanto relativo all’accertata dispersione delle ingenti risorse idriche), è quello tenuto, per la parte di rispettiva competenza, dai convenuti che, come dettagliatamente indicato nell’atto di citazione, agendo con<b>censurabile superficialità, insolita pervicacia ed in violazione ad elementari norme di diligenza</b>, – pur avendo un’adeguata conoscenza dell’opera e delle conseguenze che avrebbe causato alle risorse idriche, in virtù della consistente mole dì informazioni pervenute nella fase istruttoria e volutamente trascurate o non adeguatamente veicolate, – procedettero all’approvazione dei progetti.  La loro<b>condotta</b>, dunque, non può che qualificarsi come <b>gravemente colposa</b> e, come tale, definirsi, ai fini evidenziati, quale originatrice del fatto illecito da cui è promanato il danno il cui verificarsi, secondo la prospettazione accusatoria, va fatto risalire al periodo in cui essi rivestivano i rispettivi incarichi istituzionali”</i> (Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per la Toscana, sentenza del 31 maggio 2012)<i>.</i></p>
<p>Adesso, su disposizione della Cassazione, <b>si andranno a riesaminare in sede giudiziaria ordinaria le imputazioni di traffico e smaltimento illegale di rifiuti speciali e omessa bonifica</b>, a carico di dirigenti e tecnici del Consorzio Cavet.</p>
<p>A parere dell’Associazione ecologista di volontariato <i><i>Idra</i></i>, questa circostanza suggerisce<b> due inevitabili riflessioni.</b></p>
<p>La prima riguarda le modalità in cui si esercita certa ‘giustizia’ nel nostro Paese: <b>sono passati ormai 16 anni (!) dai primi ingenti danni</b> causati dalla TAV all’ambiente dell’ecosistema appenninico.</p>
<p>La seconda deriva dalla constatazione che la buona salute della società dovrebbe derivare da condizioni di civiltà condivisa, rispetto alle quali sembra si intenda procedere invece – ancora e caparbiamente – nella direzione opposta. <b>L’attuale governo</b>, con l’approvazione di tutto l’arco parlamentare ad eccezione del M5S, <b>ha appena disposto l’invio dell’esercito nella “terra dei fuochi”, con lo scopo dichiarato di contrastare l’azione delle ecomafie.</b> Peccato che, ad agosto 2012, il Ministero dell’Ambiente abbia anche approvato <b>il decreto 161</b>, che <b>contravviene <a href="http://lexambiente.it/rifiuti/179-dottrina179/9795-rifiutilapoteosi-del-partito-delle-terre-da-scavo.html">secondo illustri esperti in materia</a>, come il dott. Gianfranco Amendola, alla normativa europea</b>, in quanto derubrica le “terre da scavo” inquinate derivanti dalle grandi opere a non-rifiuto, liberalizzandone lo smaltimento. Ora, se avvelenare il territorio si può ‘per decreto’, contro chi dovrebbe, il governo, indirizzare oggi l’esercito? Forse contro sé stesso? O si pensa che<b> l’“avvelenamento legalizzato” del territorio </b>sia <b>più tollerabile di quello illegale, solo in quanto istituzionale?</b></p>
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