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	<title>Idra &#187; Notiziario 2010 Idra</title>
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		<title>ESCE IL NOTIZIARIO 2010 DI IDRA: REDDE RATIONEM NELLA CITTÀ MORTA</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 11:06:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>È appena uscito il notiziario annuale di Idra. Un fascicolo di 32 pagine nel quale l&#8217;associazione di volontariato fiorentina che si occupa di ambiente e territorio ha riepilogato l&#8217;impegno del 2010, prevalentemente rivolto ad evitare alla città di Firenze la sorte che già ha cominciato a compiersi a suo danno: la consegna al disastro annunciato<a class="moretag" href="http://www.idraonlus.it/2010/12/30/esce-il-notiziario-2010-di-idra-redde-rationem-nella-citta-morta/"> Leggi tutto...</a></p><p>The post <a href="http://www.idraonlus.it/2010/12/30/esce-il-notiziario-2010-di-idra-redde-rationem-nella-citta-morta/">ESCE IL NOTIZIARIO 2010 DI IDRA: REDDE RATIONEM NELLA CITTÀ MORTA</a> appeared first on <a href="http://www.idraonlus.it">Idra</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>È appena uscito il notiziario annuale di <em><i>Idra</i></em>. Un fascicolo di 32 pagine nel quale l&#8217;associazione di volontariato fiorentina che si occupa di ambiente e territorio ha riepilogato l&#8217;impegno del 2010, prevalentemente rivolto ad <strong><a href="http://www.idraonlus.it/vecchiosito/19-11-&#039;10.htm">evitare alla città di Firenze </a></strong><a href="http://www.idraonlus.it/vecchiosito/19-11-&#039;10.htm">la sorte che già ha cominciato a compiersi a suo danno: </a><strong><a href="http://www.idraonlus.it/vecchiosito/19-11-&#039;10.htm">la consegna al disastro annunciato</a> (Mugello e Bologna ne sono la prova!) del sottoattraversamento TAV.</strong></p>
<p><a href="http://www.idraonlus.it/vecchiosito/11-12-&#039;10.htm">Sulla carta</a> la condanna di Firenze è già stata firmata. I primi lavori propedeutici sono già partiti. <strong>Resta l&#8217;impossibilità di rassegnarsi al cinismo della politica, che ha voluto avviare questo progetto senza alcun confronto preventivo con le altre soluzioni possibili (a partire dall’architettura finanziaria), infinitamente meno costose e impattanti, n</strong><strong>onché razionali dal punto di vista trasportistico</strong>, rispetto alla nuova faraonica stazione sotterranea AV, che già si sta predisponendo nell&#8217;area ex-Macelli. Essa è lontana dalla stazione centrale di Santa Maria Novella quanto basta a tagliarla fuori da una agile interoperabilità con il resto della rete ferroviaria. Il doppio tunnel di oltre 6 km sotto Firenze, che dovrebbe servire la nuova stazione AV, verrà posto a sbarrare la falda acquifera, con prevedibili conseguenze di instabilità a carico del tessuto urbano soprastante. <strong>E allora, perché gettare dalla finestra una quantità industriale di soldi pubblici, in questo Paese che è sull&#8217;orlo – se non già dentro – la bancarotta delle casse pubbliche?</strong> Questo il <em>redde rationem </em>a cui si riferisce l&#8217;<a href="http://www.idraonlus.it/vecchiosito/30-dic-&#039;10.htm">editoriale</a>.</p>
<p><strong>Il perché è ormai chiaro</strong>. Nel notiziario si racconta in dettaglio <strong>la sudditanza <em>bipartizan</em> della classe politica a quella porzione di classe imprenditoriale che sistematicamente, a proprio vantaggio, si inventa lavori impossibili pagati con i soldi pubblici. Coi soldi di tutti noi</strong>. Una porzione di classe imprenditoriale che è validamente supportata anche da tanta parte del mondo sindacale, scalpitante  affinché la <em>tranche</em> fiorentina della <em>grande opera</em> TAV abbia finalmente inizio per poter affermare di aver “dato lavoro”. Poco importa a queste lobby che quel “lavoro” sia drogato e produca opere inutili, che sia pagato con i soldi dei lavoratori medesimi in veste di contribuenti, e che assorba tutte le risorse impedendo l’apertura di cantieri ben più produttivi e <em>labour intensive</em>.</p>
<p>Questi politici, questi imprenditori e questi sindacati hanno saputo agire in profondità nelle coscienze dei cittadini, utilizzando sapientemente l’armamentario retorico dell’<em>occupazione</em> e del <em>progresso</em>. Al punto che oggi la quasi totalità dei fiorentini appare inerte, narcotizzata. Si lascia dunque violentare la città senza opporre alcuna significativa resistenza. Questa la <em>città morta</em>.</p>
<p>Peccato. Firenze meritava di meglio. Le nuove generazioni meritavano di meglio che essere inchiodate dai debiti in una città devastata.</p>
<p>C&#8217;era un&#8217;alternativa a questo disastro? Certo che sì! <strong>Il problema, prima che infrastrutturale, è politico</strong>. Nell&#8217;editoriale <em><i>Idra</i> </em>accenna, come ipotesi di lavoro, e sperando di innescare la scintilla di un dibattito serio, alla<strong> crisi della democrazia rappresentativa</strong>. Alla <strong>necessità della partecipazione effettiva e attiva di ciascun cittadino alla vita politica e alla tutela diretta del bene comune.</strong></p>
<p>Da parte sua <em><i>Idra</i> </em>seguiterà a fare la sua parte, a compiere fino all’ultimo metro di scavo ogni azione possibile per salvare Firenze. È ancora possibile un miracolo.</p>
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