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	<title>Idra &#187; Idra scrive commissario Bondi</title>
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		<title>“Gravi diseconomie nell’implementazione dei progetti TAV”.</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 03:59:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>“Gravi diseconomie nell’implementazione dei progetti TAV”. Idra scrive al commissario Bondi chiedendo un intervento correttivo urgente.   “Il fatto che un governo tecnico abbia inteso affidare a un ‘supertecnico’ la funzione di Commissario straordinario per la razionalizzazione della spesa, e dunque la ricerca di soluzioni economiche ragionevoli che aiutino il Paese a fronteggiare la fase<a class="moretag" href="http://www.idraonlus.it/2012/05/09/gravi-diseconomie-nellimplementazione-dei-progetti-tav/"> Leggi tutto...</a></p><p>The post <a href="http://www.idraonlus.it/2012/05/09/gravi-diseconomie-nellimplementazione-dei-progetti-tav/">“Gravi diseconomie nell’implementazione dei progetti TAV”.</a> appeared first on <a href="http://www.idraonlus.it">Idra</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>“Gravi diseconomie nell’implementazione dei progetti TAV”.</em></strong></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong><em><i>Idra</i></em></strong><strong> scrive al commissario Bondi chiedendo un intervento correttivo urgente.</strong></span></p>
<p><strong><span style="font-size: medium;"> </span></strong></p>
<p><em>“Il fatto che un governo tecnico abbia inteso affidare a un ‘supertecnico’ la funzione di Commissario straordinario per la razionalizzazione della spesa, e dunque la ricerca di soluzioni economiche ragionevoli che aiutino il Paese a fronteggiare la fase di intensa crisi che lo attraversa, ci induce a sperare che a Palazzo Chigi stia maturando una nuova consapevolezza”</em>. Così l’associazione fiorentina <em><i>Idra</i></em>, avversaria storica dei progetti TAV in Italia, in una nota inviata il 7 maggio scorso al Commissario Enrico Bondi.</p>
<p><em>“Le scriviamo</em> – precisa il presidente Girolamo Dell’Olio &#8211; <em>per segnalare una palese distorsione nell’amministrazione dell’erario che questo governo ha ereditato dai precedenti governi, di centro-destra e di centro-sinistra, senza tuttavia metter mano a quell’opera di risanamento che a noi, e a molte istituzioni e intelligenze tecniche del Paese, appare invece urgente e imprescindibile”</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’associazione ecologista toscana elenca <strong>gli interventi messi in atto, <a href="http://www.idraonlus.it/vecchiosito/27-12-'11.htm">anche in collaborazione con la Comunità Montana della Val di Susa e Val Sangone</a></strong>, per documentare al nuovo governo, <a href="http://www.idraonlus.it/vecchiosito/23-11-'11.htm">al premier Mario Monti</a> e <a href="http://www.idraonlus.it/vecchiosito/13-2-'12.htm">al ministro Corrado Passera</a>, le ragioni che inducono a respingere l’irrazionalità trasportistica degli attuali progetti TAV-TAC, a partire dalla Torino-Lione e dal doppio sottoattraversamento della città di Firenze, nonché l’insostenibilità delle condizioni finanziarie cui essi soggiacciono.</p>
<p><em><i>Idra</i></em> ricorda inoltre <strong>l’appello per un ripensamento del progetto di nuova linea ferroviaria Torino–Lione inviato a febbraio al presidente Monti da <a href="http://www.notav.eu/article5912.html">360 professori universitari, ricercatori e professionisti</a></strong>, convinti che il problema della nuova linea ferroviaria ad alta velocità/alta capacità Torino-Lione rappresenti <em>“una questione di metodo e di merito sulla quale non è più possibile soprassedere, nell’interesse del Paese”</em>. E ancora, <strong>il <a href="http://www.notav.eu/article6073.html">documento</a> con cui un qualificato gruppo di esperti ha smontato le ragioni addotte e pubblicate in rete dal Governo per giustificare la Torino-Lione</strong>.</p>
<p>Quanto ai gravi inconvenienti connessi all’attuazione del progetto di sottoattraversamento AV del Nodo di Firenze, e alle alternative concrete e assai meno costose praticabili, <em><i>Idra</i></em> suggerisce l’attenta lettura del proprio <strong><a href="http://www.idraonlus.it/vecchiosito/1-6-'09,%202.htm">Libro Bianco</a> trasmesso ai Ministri dei Trasporti, delle Infrastrutture e dell’Ambiente</strong> già a settembre del 2006.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Operazioni come la TAV, osserva <em><i>Idra</i></em>, <strong>dissanguano sistematicamente l’erario</strong> attraverso un meccanismo finanziario messo ripetutamente all’indice dalla Corte dei conti e dall’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici. Non solo. Comportano il <strong>blocco di risorse pubbliche ingenti per operazioni <em>capital intensive</em></strong> che distruggono, piuttosto che creare, qualità e quantità dell’occupazione, attingibile invece attraverso politiche sagge di potenziamento e manutenzione della rete delle infrastrutture esistenti. <strong>Aggravano le condizioni di fragilità del territorio</strong>, per effetto di progettazioni ‘protette’ quanto – sovente &#8211; frettolose e distruttive; un territorio che esige al contrario interventi, <em>labour intensive</em> e <em>capital saving</em>, di difesa oculata e capillare, o di restauro e ricostruzione<strong> (il caso della città di L’Aquila su tutti)</strong>. Impongono alle popolazioni <strong>infrastrutture prive di giustificazione sul piano dell’utilità e dell’efficacia trasportistica</strong>, e determinano piuttosto – come l’esperienza degli ultimi anni dimostra – <strong>danni rilevanti all’offerta di mobilità su ferro pendolare e metropolitana</strong>, che rappresenta la quota di gran lunga più importante, <strong>vessando una popolazione in progressivo impoverimento</strong> che, venuta meno l’offerta tradizionale di servizi regionali e intercity, si trova costretta ad avvalersi, anche su tratte brevi come la Bologna-Firenze, di treni AV, e a sopportare l’esosità delle relative tariffe. La metodologia con cui si impone la TAV, infine, <strong>destabilizza la fiducia dei cittadini nelle istituzioni</strong>, in tutte le circostanze in cui esse si mostrano purtroppo reiteratamente sorde alle istanze argomentate di ascolto, consultazione e partecipazione. L’atteggiamento che una parte crescente del Paese ha mostrato anche nel corso delle recenti consultazioni elettorali indica<strong> un’esigenza sempre più diffusa e matura di partecipazione.</strong></p>
<p><em>“Confidiamo che questo nostro ennesimo appello</em> – così si chiude la nota &#8211; <em>vada finalmente in porto, e ottenga da Lei la gratificazione dell’ascolto e di un riscontro esauriente fondato su dati, cifre e documenti probanti. Ma speriamo anche e soprattutto che <strong>quanto da noi esposto possa indurLa a una conseguente, urgente sollecitazione al Presidente del Consiglio dei Ministri</strong>, che Le ha dato fiducia, affinché consideri la fondatezza degli argomenti da noi addotti, e <strong>voglia perciò adottare le migliori decisioni per il bene della Nazione</strong>”.</em></p>
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