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	<title>Idra &#187; “Firenze Bologna: Sotto e Sopra l’Appennino”</title>
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		<title>Renzi premier fra scuola e TAV</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Feb 2014 14:19:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>idrafirenze</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>“Faccio notare al governo nazionale che in tempi di crisi l’idea di investire un miliardo e rotti in questa opera, fra tunnel e stazione, che non serve a nulla non è una buona idea. L’Alta velocità a Firenze c’è già e i treni veloci qui già si fermano. Perché se hanno un miliardo di euro da buttare<a class="moretag" href="http://www.idraonlus.it/2014/02/22/renzi-premier-scuola-tav/"> Leggi tutto...</a></p><p>The post <a href="http://www.idraonlus.it/2014/02/22/renzi-premier-scuola-tav/">Renzi premier fra scuola e TAV</a> appeared first on <a href="http://www.idraonlus.it">Idra</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b><i>“Faccio notare al governo nazionale che in tempi di crisi l’idea di investire un miliardo e rotti in questa opera, fra tunnel e stazione, che non serve a nulla non è una buona idea. </i></b><i>L’Alta velocità a Firenze c’è già e i treni veloci qui già si fermano. <b>Perché se hanno un miliardo di euro da buttare via in questo modo non lo mettono sulla scuola?”</b></i>. Con queste parole Matteo Renzi sindaco di Firenze <em>stroncava quattro anni fa, era il giugno 2010, il progetto di stazione faraonica TAV sotto il centro di Firenze, patrimonio mondiale UNESCO dell’Umanità</em>.<em></em></p>
<p><em> </em><em>Cinque anni prima, <b>a novembre 2005, Matteo Renzi presidente della Provincia di Firenze aveva organizzato a Palazzo Medici Riccardi con TAV SpA una mostra celebrativa dal titolo </b></em><b>“Firenze Bologna: Sotto e Sopra l’Appennino”, proprio mentre </b><em><b>nel Tribunale di Firenze si celebrava il processo per i danni ambientali che la TAV, </b></em><em><b>quella</b></em><em><b> TAV, aveva causato alle acque e al territorio di Siti incontaminati classificati “di Importanza Comunitaria”, sotto e sopra </b></em><em><b>quell’</b></em><em><b>Appennino.</b></em><i>“Un’opera comunque straordinaria”</i>, scriveva Renzi nell’opuscolo di presentazione della mostra, dove <i>“i momenti difficili hanno però visto sempre in prima linea le istituzioni, a partire dalla Provincia di Firenze, in un ruolo di tutela dei diritti e dei legittimi interessi delle popolazioni interessate dai lavori, dell’ambiente e del territorio”</i>. Si è appena riaperto, sulle conseguenze di quella cantierizzazione, un nuovo processo di appello a Firenze.</p>
<p><em></em><em><b>Ad agosto 2011, infine, Matteo Renzi sindaco di Firenze monetizzava la resa della città alla TAV: il definitivo ok alla stazione faraonica e al doppio sottoattraversamento contro-falda in cambio di 80 milioni pubblici cash promessi (quanti arrivati?) a Palazzo Vecchio.</b></em></p>
<p><em>Lo stesso giorno si perfezionava <b>l’ultimo atto – maturato nei colloqui di Arcore – della cessione da parte del Comune di Firenze allo Stato della più grande e prestigiosa scuola media superiore della Toscana, l’ITI “Leonardo da Vinci”</b>: il definitivo smantellamento di un’esperienza centenaria di autonomia gestionale, di organici stabili e collaudati, di continuità didattica, fucina di generazioni di tecnici di avanguardia, avveniva dietro richiesta esplicita al ministro Gelmini da parte di chi ciò nonostante sosteneva (e ancora sostiene?) che <b>l</b></em><b>a spesa sulla scuola non è un costo ma un investimento (!)</b>.</p>
<p><em></em><em>Domanda: chi è l’uomo politico che giura oggi al Colle dichiarando guerra agli sprechi e ai carrozzoni?</em></p>
<p><em>È il politico che ha celebrato i fasti nefasti della cantierizzazione TAV del Mugello?</em></p>
<p><em>È il politico che ha consegnato il sottosuolo di Firenze a una mega-talpa poi bloccata, ancor prima di iniziare a operare, dalla Direzione Distrettuale Antimafia, e a conci poi giudicati dalla magistratura pericolosamente taroccati, anch’essi sequestrati a gennaio 2013?</em></p>
<p><em>O è piuttosto il sindaco </em><em>indignado</em><em> del 2010, che il miliardo e rotti di denaro pubblico (iniziali) per la TAV fiorentina avrebbe preferito vederli investiti, mettiamo, nella scuola?</em></p>
<p><em> </em><em><i>Idra</i> </em><em>auspica che la versione premier 2014 assomigli a quella dell’</em><em>indignado</em><em> 2010.</em></p>
<p><em>A Renzi pervenuto al governo nazionale </em><em><i>Idra</i></em><em> fa notare quello che lui stesso ha dichiarato da sindaco. E cioè </em>che <i>“in tempi di crisi l’idea di investire un miliardo e rotti in questa opera, fra tunnel e stazione, che non serve a nulla non è una buona idea. Perché se hanno un miliardo di euro da buttare via in questo modo non lo mettono sulla scuola?”</i><em></em></p>
<p><em>Di più. La TAV rischia di ingoiare non uno, ma parecchi miliardi e rotti di euro, se allarghiamo lo sguardo al resto d‘Italia. Un investimento </em><em>capital ultra-intensive</em><em> e </em><em>labour ultra-saving</em><em>: esattamente il contrario di quello che occorre all’economia. Dalle sponde dell’Arno </em><em><i>Idra</i> </em><em>lancia dunque l’<b>ennesimo appello a chiudere per sempre e su tutto il territorio nazionale, dall’alto di Palazzo Chigi, il delirante incubo erariale TAV</b>: dalla Val di Susa a Genova, al Trentino, a Trieste, a Napoli, a Bari. Adesso Renzi versione 2010 ne ha facoltà. <b>Sono, e sono sempre state altre le priorità morali e materiali del Paese con cui ripartire, se davvero si intende </b></em><em><b>cambiare verso</b></em><em>: da L’Aquila a Modena, dalle montagne (che franano) alle pianure (che si allagano), dalla scuola (indecente nell’edilizia e nell’organizzazione) al patrimonio culturale (mesta cenerentola, e dovrebbe esser regina!).</em></p>
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