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	<title>Idra &#187; Audizione Idra e Comitato di via Carracci in Regione Toscana</title>
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		<title>ALL’AUDIZIONE DI IDRA IN REGIONE TOSCANA INTERVENUTO ANCHE IL COMITATO DI VIA CARRACCI DI BOLOGNA (2)</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Sep 2010 13:29:14 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Istituzioni locali]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>L’audizione di <em><i>Idra</i></em>, durata oltre un’ora, è stata introdotta dalla proiezione – commentata dal portavoce &#8211; di un <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-460113bd-95b0-4e10-a527-dad7f9f81dbf.html?p=0">filmato di RaiUno</a>, con servizio e interviste a cura di Irene Benassi, dedicato un anno fa al <strong><a href="http://www.idraonlus.it/vecchiosito/24-7-&#039;10.htm">caso-Bologna</a>, dove le condizioni di vivibilità e salubrità dell’area intorno ai cantieri per la stazione sotterranea TAV hanno raggiunto ormai da anni i limiti di guardia</strong>, con una <strong>esposizione intollerabile</strong> dei cittadini residenti alle polveri sottili, all’inquinamento acustico anche notturno e alle vibrazioni. I lavori hanno prodotto <strong>crepe importanti in numerosi palazzi, alcuni dei quali è stato necessario evacuare, altri puntellare</strong> persino per tutta l’altezza della tromba delle scale. Gli scavi accusano peraltro <strong>crescenti ritardi</strong>, che attualmente ammontano a tre anni e mezzo annunciati di sofferenze aggiuntive dei cittadini. <strong>Paurosa carenza di informazione</strong>, poi, da parte delle autorità pubbliche, come hanno denunciato due cittadini di Bologna intervenuti all’audizione:<em> </em>Andrea Schiavoni, portavoce del Comitato di Via Carracci, e Marco Merlini, cronista da sempre attento alle tematiche dei danni TAV nel capoluogo emiliano. Una carenza aggravata dal fatto che <strong>da oltre un anno persino l’esile  foglia di fico dell’Osservatorio Ambientale, rivelatosi assai poco efficiente e tutelante a Bologna, è caduta senza essere stata rinnovata</strong>.</p>
<p>Anche a Firenze, ha messo in rilievo Dell’Olio, l’informazione è gravemente carente, nonostante che il progetto di sottoattraversamento sia stato approvato undici anni e mezzo fa! Ma <strong>un po’ tutta la biografia di questo progetto attesta, ha aggiunto, una scandalosa predilezione per la <em>navigazione a vista</em></strong>.</p>
<p>Già da tempo l’Area di Coordinamento Pianificazione Territoriale e Politiche Abitative della Regione Toscana <a href="http://www.idraonlus.it/vecchiosito/28-9-&#039;06.htm">ammette</a> di non aver potuto elaborare un documento tecnico complessivo &#8211; comprensivo di mappa e cronogramma &#8211; che descriva l’assetto programmato per il nodo ferroviario fiorentino con il nuovo passante sotterraneo AV, la relativa stazione, lo scavalco di Castello, i servizi ferroviari nazionale, regionale e metropolitano, la rete di trasporto pubblico (tramviaria e su gomma) integrata con i servizi ferroviari.</p>
<p>Ultima perla, quella del collegamento fra la stazione sotterranea e Santa Maria Novella, più volte progettato, ripensato, cancellato. Ancora oggi – quando i motori dei cantieri sono già stati avviati – non si dispone di alcuna certezza al riguardo! Secondo un documento del Comune di Firenze datato 15 marzo 2010 del Comune di Firenze, risultano <em>“necessari ulteriori approfondimenti ed indagini finalizzati ad individuarne il bacino di utenza, la domanda attesa, la strutturazione ottimale del servizio di trasporto, anche mediante un’indagine conoscitiva delle effettive origini/destinazioni dei passeggeri che utilizzeranno il sistema AV nel nodo di Firenze”</em>! Una ammissione che conferma <strong>il deplorevole livello di conoscenze, di studi e di approfondimento che hanno presieduto alla scelta del tracciato e della stazione</strong>. Una scelta che peraltro, sottolinea <i>Idra</i> nel documento, introduce <strong><em>“un improvvido e destabilizzante dualismo fra stazione TAV da una parte, e stazione di Santa Maria Novella e restante tessuto dei trasporti dall’altra”</em></strong>. In genere, commenta <em><i>Idra</i></em> nella sua memoria, quando si costruiscono stazioni nuove le si colloca là dove sono suscettibili di ‘fare sistema’ con la restante rete dei trasporti, e non invece là dove andrebbero a complicare i collegamenti su scala locale, regionale e nazionale. E aggiunge: <em>“Già adesso, del resto, la filosofia di gestione dei treni TAV da parte di Trenitalia penalizza pesantemente – piuttosto che avvantaggiare – il trasporto sulle piccole e medie percorrenze, che interessa l’80% dell’utenza. Mentre impone alte tariffe pressoché obbligatorie per le lunghe percorrenze (vista la quasi estinzione degli Intercity) e non solo (si veda l’offerta di treni non-TAV sulla relazione Firenze-Bologna, che pure è al di sotto dei 100 km!)”</em>.</p>
<p>Come uscire concretamente da tutta questa brutta storia?</p>
<p>La ricetta <em><i>Idra</i></em> l’ha <a href="http://www.idraonlus.it/vecchiosito/19-10-&#039;09.htm">già trasmessa</a> al sindaco di Firenze Matteo Renzi: una <em>exit strategy</em> validata dall’ing. Ivan Cicconi di Bologna e dal prof. Marco Ponti di Milano. <strong><em>“L’alternativa non può non riguardare entrambe le criticità della soluzione attuale</em></strong><em> (la soluzione progettuale; l’istituto contrattuale), riconducendo entrambe dentro una logica ed un percorso normale e coerente con gli indirizzi e le norme comunitarie. (&#8230;) La scelta della soluzione alternativa comporta la <strong>risoluzione del rapporto contrattuale con l’operatore economico vincitore della gara di affidamento a contraente generale</strong>, con l’apertura di un contenzioso con lo stesso”</em>. Un contenzioso che, commenta <em><i>Idra</i></em>, può avere più modalità di soluzione, magari anche indolori, nessuna delle quali tuttavia neppure lontanamente comparabile, per entità e durata, con <strong>la gravissima penale sociale, ambientale, economica e culturale che l’intera città di Firenze e la sua area metropolitana dovrebbero pagare</strong> se questo devastante progetto di sottoattraversamento e di stazione Foster venisse messo irreversibilmente in atto.</p>
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