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	<title>Idra &#187; Audizione Idra e Comitato Carracci in Consiglio Regionale</title>
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		<title>OLTRE UN’ORA DI AUDIZIONE DELL’ASSOCIAZIONE IDRA PER LA TAV A FIRENZE A PALAZZO PANCIATICHI, IN CONSIGLIO REGIONALE (1)</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Sep 2010 13:28:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Audizione dell’associazione di volontariato Idra, ieri pomeriggio, in seduta congiunta delle Commissioni Sesta  (Territorio e ambiente) e Settima (Mobilità e trasporti) del Consiglio regionale della Toscana, nella Sala del Consiglio, sul tema del progetto di sottoattraversamento AV e stazione Foster a Firenze. “Noi non abbiamo assolutamente intenzione di convincervi delle conclusioni a cui siamo arrivati”,<a class="moretag" href="http://www.idraonlus.it/2010/09/17/oltre-unora-di-audizione-dellassociazione-idra-per-la-tav-a-firenze-a-palazzo-panciatichi-in-consiglio-regionale-1/"> Leggi tutto...</a></p><p>The post <a href="http://www.idraonlus.it/2010/09/17/oltre-unora-di-audizione-dellassociazione-idra-per-la-tav-a-firenze-a-palazzo-panciatichi-in-consiglio-regionale-1/">OLTRE UN’ORA DI AUDIZIONE DELL’ASSOCIAZIONE IDRA PER LA TAV A FIRENZE A PALAZZO PANCIATICHI, IN CONSIGLIO REGIONALE (1)</a> appeared first on <a href="http://www.idraonlus.it">Idra</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Audizione dell’associazione di volontariato <em><i>Idra</i></em>, ieri pomeriggio, in seduta congiunta delle Commissioni Sesta  (Territorio e ambiente) e Settima (Mobilità e trasporti) del Consiglio regionale della Toscana, nella Sala del Consiglio, sul tema del progetto di sottoattraversamento AV e stazione Foster a Firenze.</p>
<p><em>“Noi non abbiamo assolutamente intenzione di convincervi delle conclusioni a cui siamo arrivati”</em>, ha detto esordendo il portavoce di <em><i>Idra</i></em> Girolamo Dell’Olio, prima di illustrare l’articolata memoria, corredata da 31 allegati, consegnata dall’associazione ecologista fiorentina ai commissari. <strong><em>“A noi basterebbe che condividessimo una metodologia</em></strong><em>. Quello che vi chiediamo esplicitamente alla fine di questo documento è di <strong>impegnare la Giunta regionale a verificare che per la TAV a Firenze tutta una serie di passaggi, tutta una serie di procedure ‘di serietà’, siano state adempiute</strong>. Dall’analisi dei documenti che noi vi consegniamo ricaviamo, sì, alcune conclusioni. Ma questo riguarda al seconda parte delle richieste che vi formuliamo.  E cioè che, <strong>qualora poi si arrivasse anche da parte vostra a determinare che mancano, al progetto di sottoattraversamento AV e di stazione Foster a Firenze, alcuni prerequisiti di decenza progettuale, trasportistica ed economica</strong> (ripeto, decenza: e cioè rispondenza agli </em>elementi<em> del vivere civile), qualora anche la Giunta arrivasse a questa determinazione, allora <strong>ci sarebbe da aprire un nuovo percorso, che proponiamo sia celere, delimitato nel tempo, secondo procedure che sono state sperimentate con successo in Francia (il débat publique, o “dibattito pubblico”)</strong>, e in maniera ridotta &#8211; ma già con qualche successo per voce degli stessi comitati cittadini &#8211; a Genova, e che potrebbero essere utilmente applicate anche qui. Quello su cui noi vi invitiamo e a riflettere è <strong>la natura e la credibilità di questi documenti</strong>, e quindi la (forse)opportunità di riconsiderare la congruità del progetto alla luce della verifica delle condizioni di decenza menzionate”</em>.</p>
<p><em>“Il nostro auspicio</em> – ha concluso Dell’Olio &#8211; <em>è che questo nostro incontro di oggi possa avere un effetto preventivo”</em>. Nella memoria consegnata infatti si legge: <em>“Oggi, a fronte di un procedimento penale che ha individuato la presenza di reati cospicui nell’affaire TAV e ha comminato in primo grado pene esemplarmente severe, e a fronte delle indagini che la stessa Corte dei conti sta perfezionando a carico di amministratori e dirigenti centrali e locali, ai quali si contesta un danno erariale di centinaia di milioni di euro, <strong>si assiste da anni alla dismissione persino di quei magri presìdi di monitoraggio e di controllo previsti dagli accordi del ’95 e già accusati di grave insufficienza nel 2000</strong> dal Consiglio regionale toscano. Scaduto a marzo 2007 e prorogato </em>ope legis<em> di 45 giorni, da maggio 2007 nessun Osservatorio Ambientale Nazionale è operativo sulla tratta appenninica TAV, benché da dicembre 2009 la linea sia in esercizio. Il ruolo di supporto tecnico svolto – con tutte le note difficoltà – dall’ARPAT non è più coperto da nessuno. Chi ha subìto danni permanenti alle sorgenti, ai pozzi, alle attività agricole e zootecniche, non dispone più neppure della certificazione della permanenza di quei danni. Anche le prime risorse per i cosiddetti ripristini ambientali (comunque a spese del contribuente) pomposamente annunciate a luglio del 2002 non sono state ancora del tutto erogate, e mancano all’appello tutte quelle aggiuntive stimate necessarie a rammendare i danni successivi alla sigla dell’Addendum del 2002. La Regione Toscana ha fatto recentemente ricorso al TAR del Lazio, dopo che una diffida all’indirizzo dei Ministeri e di FS non aveva sortito alcun effetto. Qualsiasi sarà l’esito di questa vertenza legale, tuttavia, è evidente che quella materiale, sul corpo vivo del territorio e dei suoi abitanti, è clamorosamente perduta”</em>.</p>
<p>Secondo <em><i>Idra</i></em>, <em>“<strong>siamo dunque davanti a un apparente paradosso: l’abbandono delle tutele e delle garanzie proprio mentre se ne palesa l’insufficienza.</strong> Una sgradevole forma di arroganza istituzionale che fa strada al fondato sospetto che agli occhi dei decisori appaiano prioritari gli interessi delle lobby dei progetti e dei cantieri, rispetto alla salute dei cittadini e dei lavoratori, all’equilibrio e alla tutela dei beni ambientali, alla prosperità delle economie locali”</em>. Se aggiungiamo a queste premesse la mole di criticità che caratterizzano il progetto di cantierizzazione della città “patrimonio del mondo”, si comprende come l’inquietudine e la diffidenza dei cittadini fiorentini nei confronti di questa cosiddetta ‘grande opera’ siano più che fondate. Per giunta, anche l’Osservatorio Ambientale per il Nodo AV è in scadenza. <strong>E a Firenze, città d’arte densamente popolata e già in sofferenza sul piano del diritto alla salute e all’ambiente, non si è inteso allestire neppure uno strumento minimo di tutela analogo a quello organizzato dal ’95 in Mugello, l’Osservatorio Ambientale Locale, </strong>uno sportello di aiuto ai cittadini e agli operatori economici, sostenuto da competenze tecniche e scientifiche ragguardevoli, che per un verso hanno alleviato almeno in parte le sofferenze della cittadinanza, per un altro hanno costituito una <a href="http://www.idraonlus.it/vecchiosito/26-10-&#039;09.htm">banca dati</a> risultata poi preziosa ai fini delle indagini della Procura della Repubblica di Firenze quando si è reso necessario istruire un procedimento penale a carico dei costruttori dell’opera.</p>
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